
Nairobi 24 gennaio 2007 - La prossima marcia per la pace Perugia- Assisi si svolgerà domenica 7 ottobre e sarà preceduta da una settimana di mobilitazione per la pace che con centinaia di iniziative della società civile e degli enti locali in tutta la penisola. L’annuncio è stato dato al World Social Forum nel corso di una conferenza stampa. “La Perugia –Assisi inizia da qui, dal cuore dell’Africa – ha dichiarato Flavio Lotti, coordinatore della Tavola della pace- Il tema di quest’anno sarà “All Human Rights for All - Tutti i diritti umani per tutti” e ci muoveremo in questo senso a partire da oggi. Verranno con noi tante persone dalle baraccopoli e dei rappresentanti della società civile africana”. La settimana per la pace inizierà il primo ottobre e si concluderà con i ventiquattro chilometri di marcia da Perugia ad Assisi. Le persone che parteciperanno si metteranno in cammino per affrontare i temi e i problemi per i quali siamo oggi a Nairobi insieme alla società civile africana e internazionale: la lotta alla povertà, la pace in Medio Oriente, gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio, la comunicazione e informazione di pace. Rispetto a tali obiettivi chiederemo alla politica e alle istituzioni di impegnarsi per raggiungere risultati concreti. “
L'Africa è in Movimento. Questo è lo slogan dei Ragazzi del Mondo. Questo è l'agire politico attraverso il programma di azioni e dell'impegno che assumerà la nuova sede operativa dell'Associazione Intarnazionale Noi Ragazzi del Mondo con la sua Biblioteca dedicata a Yaguine e Fodè: due ragazzi africani morti durante un viaggio "clandestino" nel tentativo di recapitare una lettera ai Capi di Stato dell'Europa dove chiedevano un'assunzione di responsabilità nel ripensare ad una politica mondiale basata sul rispetto della vita nel sogno di un nuovo mondo possibile. La Biblioteca Yaguine e Fodè nasce all'interno del CIS della Comunità Capodarco di Roma nel quartiere di Tor Bella Monaca ed è dedicata a tutti i ragazzi delle periferie del mondo. Nell'ambito delle iniziative e dei programmi della biblioteca verranno inoltre evidenziati i progetti di autosviluppo che stiamo condividendo con i nostri amici dell'America Latina: il Movimento per la Dignità della Vita in Ecuador e l'Associazione Mujeres - Donne per la Solidarietà in Bolivia.Il Coordinamento nazionale degli Enti Locali per e con l’Africa intende:
completare il censimento di tutti gli Enti Locali che hanno attivato progetti e rapporti di solidarietà e cooperazione con l’Africa;
promuovere la costruzione progressiva della rete degli Enti Locali per l’Africa al fine di valorizzare le esperienze in corso; accrescere l’efficacia degli interventi; promuovere un nuovo atteggiamento dell’opinione pubblica e delle istituzioni nei confronti della realtà africana;
proseguire la campagna per l’apertura della sede Rai in Africa, quale segno di una nuova apertura e attenzione del servizio pubblico radiotelevisivo nei confronti dei popoli del sud del mondo.
L’agenda di Nairobi
Il programma del Forum Sociale Mondiale di Nairobi (20-25 gennaio 2007) si svolgerà attorno a questi novi temi e obiettivi:
1. Costruire un mondo di pace, giustizia, etica e rispetto per le diverse spiritualità
2. Liberare il mondo dalla dominazione del capitale multinazionale e finanziario
3. Assicurare un accesso universale e sostenibile ai beni comuni dell'umanità
4. Democratizzare la conoscenza e l’informazione
5. Assicurare la dignità, difendere la diversità, garantire l’uguaglianza di genero ed eliminare tutte le forme di discriminazione
6. Garantire i diritti economici, sociali, culturali e umani, specialmente il diritto al cibo, alla casa, all’assistenza sanitaria, all’educazione e al lavoro decente
7. Costruire un ordine mondiale basato sulla sovranità, l’autodeterminazione e i diritti dei popoli
8. Costruire un economia sostenibile basata sull’uomo
9. Costruire strutture ed istituzioni politiche realmente democratiche con la partecipazione popolare alle decisioni ed il controllo delle politiche e delle risorse pubbliche
fonte: www.entilocalepace.it

uniendo esperanzas y fuerzasEl Gobierno de Palacios no podra ocultar mas sus negociaciones del TLC con los Estados Unidos. El debate esta en el país, y ya sabemos que el equipo negociador esta pagado por los norteamericanos. La luca continua, y nos preparamos para nuevas acciones en todo el país.
Foto: Wayra Coro Fonte: www.conaie.org
via dei Sabelli, primo presidente della Società italiana di neuropsichiatria infantile, promotore di innumerevoli iniziative a favore dell'infanzia, ha scritto numerosi libri rivolti ai genitori e ha una profonda e antica passione ecologista. Professore Bollea, lei ha fondato l'Alvi, associazione per il rimboschimento del suolo italiano, nata dall'esigenza di riflettere e agire sul rapporto indissolubile e vitale che lega ogni individuo agli alberi. Cosa intende per rapporto indissolubile fra il bambino e l'albero?


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| Un film di: Beppe Cremagnani e Enrico Deaglio Con la partecipazione di: Lella Costa Musiche di: Carlo Boccadoro Regia di: Ruben H. Oliva Alla vigilia delle decisive elezioni del 2006, il primo film che racconta l'avventura di Silvio Berlusconi. L'uomo che ha più diviso gli italiani raccontato con immagini, interviste e documenti visivi inediti e unici. I misteri della sua villa. Il segreto dei suoi capelli. La vera storia dello stalliere della mafia (e le sue conseguenze). La moltiplicazione della sua ricchezza. La giornata dello scandalo al Parlamento europeo di Strasburgo. Il mausoleo costruito sul modello della tomba di Tutankhamon... ...e molto altro ancora. Si ride, ci si agita sulla poltrona, si pensa: Ma è tutto vero? Si, tutto vero. Cortesia del settimanale Diario. Visita il sito: www.diario.it Acquista il video on-line sul sito di Diario | ||
35.000 persone al corteo dell'XI giornata dedicata alla memoria e all'impegno in ricordo delle vittime delle mafie organizzata da Libera. A sfilare nel centro di Torino, oltre a centinaia di familiari delle vittime e alle autorità, migliaia di studenti e normali cittadini. Il corteo è partito da piazza Vittorio Veneto ed è arrivato in piazza S. Carlo, dove le delegazioni degli studenti hanno eretto, portando un mattone per ogni scuola, il cosiddetto "muro della memoria".
Dichiarazione di Terry Davis, segretario generale del Consiglio d’Europa, in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della discriminazione razziale (21 marzo)
Strasburgo, 20.03.2006 – Le persone razziste commettono a volte azioni stupide e mostruose. Incendiare un campo rom o profanare un cimitero ebreo o mususlmano, ad esempio, sono infrazioni che causano, inoltre, sofferenze. Queste azioni flagranti, assolutamente illegali, sono relativamente facili da sanzionare o, quanto meno, difficili da ignorare.
Tuttavia, tali forme di razzismo e di discriminazione sono soltanto la punta dell’iceberg. Sotto la superficie di una parvente uguaglianza, le persone appartenenti alle minoranze etniche, religiose, sessuali o ad altre minoranze continuano ad essere vittime di forme diverse di intolleranza e discriminazione.
Il circolo vizioso dei pregiudizi della società e del populismo di alcuni leader politici miete vittime in tutti i gruppi di individui che non rientrano in ciò che è percepita come “normalità”. Naturalmente, la peggiore forma di razzismo e discriminazione è quella istituzionale, attuata dai burocrati e recante il timbro delle autorità pubbliche.
Questi fenomeni sono molto più diffusi di quanto noi possiamo immaginare e toccano tutte le sfere della vita, dagli alloggi, all’istruzione, dalla salute all’occupazione.
Per aiutare i nostri Stati membri a trattare questi problemi in maniera efficace, il Consiglio d’Europa ha adottato, nel 2000, il Protocollo n. 12 alla Convenzione europea dei Diritti dell’Uomo (STCE n. 177). Tale protocollo ha introdotto il più ampio divieto possibile di discriminazione, garantendo che nessun individuo sia discriminato da parte di un’autorità pubblica, qualsiasi essa sia, per nessun motivo. Nel firmarlo, gli Stati membri si impegnano a trasformare le loro buone intenzioni in obblighi legalmente vincolanti.
Per ottenere le dieci ratifiche necessarie per l’entrata in vigore del protocollo, sono occorsi cinque anni. Ancora oggi, a circa sei anni di distanza dalla sua apertura alle firme, soltanto undici paesi l’hanno ratificato. Oggi, Giornata internazionale per l’eliminazione della discriminazione razziale, mi congratulo con questi Paesi, Albania, Armenia, Bosnia-Erzegovina, Croazia, Cipro, Finlandia, Georgia, Paesi Bassi, San Marino, Serbia e Montenegro e la “ex Repubblica jugoslava di Macedonia”. Al contempo, auspico che gli altri trentacinque Stati del Consiglio d’Europa seguano il loro esempio.
Undici Paesi1non hanno ancora firmato il protocollo e ventiquattro hanno firmato ma non hanno ancora dato avvio al processo di ratifica.




Con l'insediamento al governo di Evo Morales, rappresentante della maggioranza indigena e democraticamente eletto a nuovo presidente, la Bolivia ha inaugurato un cambiamento profondo che, secondo l'Associazione internazionale per i Popoli Minacciati (APM) è comparabile all'elezione di Nelson Mandela in Sudafrica nel 1994. Domenica 22 gennaio il 46-enne Evo Morales, appartenente alla popolazione aymara, assumerà ufficialmente l'incarico di Presidente della Repubblica boliviana.![]() |
«I PRINCIPI DI BANDUNG CONTRO IL NUOVO COLONIALISMO»
"E il gallo ha cantato sulla tomba dell'antenato.
E il gallo ha cantato sulla prua della piroga.
IN-DI-PEN-DEN-ZA".
Charles Ngande
L'idea di un'alternativa. Questo fu Bandung, 1955. Una conferenza a cui parteciparono i rappresentanti di ventinove stati africani e asiatici, determinati a difendere la propria indipendenza negli affari internazionali, sfuggendo alla logica bipolare della Guerra Fredda. I dieci punti della Dichiarazione finale, sulla pace e la cooperazione tra i popoli, posero le basi del Movimento dei paesi "non allineati". La loro prima riunione ufficiale si tenne a Belgrado nel '61, con lo scopo di permettere lo sviluppo economico e sociale dei paesi aderenti e la democratizzazione delle relazioni internazionali attraverso il disarmo e una politica di non ingerenza nelle scelte degli stati. In seguito il movimento si estese fino a comprendere settantacinque paesi, ma l'aggregazione non assunse mai un carattere istituzionale. I suoi membri mantennero spesso comportamenti divergenti in campo internazionale e non si riuscì a evitare i conflitti che si verificarono tra gli stessi stati sulla base di interessi regionali. Con la scomparsa dei suoi prestigiosi promotori - tra cui lo iugoslavo Tito, l'indiano Nehru, l'egiziano Nasser - e l'accentuarsi dei conflitti locali degli anni Settanta e Ottanta, il movimento perse la sua originaria influenza.
Cinquant'anni dopo, i principi di Bandung sembrano essere un antidoto ancora valido contro la globalizzazione come nuova forma di colonialismo. La pensano così gli organizzatori della Conferenza per la Ricostruzione del fronte del Sud che ieri ha raccolto al Palais des Congrés di Bamako centinaia di intellettuali e attivisti da tutto il mondo con l'obiettivo - come indicato da Francois Houtart del Forum mondiale delle alternative - di passare «dalla costruzione di un consenso collettivo alla costruzione di un attore collettivo». Il tutto nel massimo rispetto dell'autonomia del VI Forum Sociale Mondiale che si apre oggi pomeriggio in città, con la marcia inaugurale, dove sono attese circa trentamila persone, dal Mali e dai Paesi vicini.
Oltre a Houtart, all'apertura dei lavori erano presenti Ignacio Ramonet, direttore de Le Monde Diplomatique, Aminata Traoré, ex ministra della Cultura del Mali, Samir Amin, direttore del Forum du Tiers Monde di Dakar, Taoufik Ben Abdallah, di ENDA - Environnement et developpement du tiers monde, e PK. Murti, segretario del sindacato dei minatori indiano. Dopo la plenaria si sono svolti dieci gruppi di lavoro: dalla «costruzione di alleanze politiche regionali capaci di rinforzare il Sud nelle negoziazioni globali» alla «definizione di una carta contro la mercificazione delle risorse naturali», dalla «lotta contro le politiche di divisione sistematica dei lavoratori» alla «eliminazione di tutte le forme di oppressione, sfruttamento e alienazione delle donne». Sotto l'egida di quelle che Samir Amin, come la maggioranza della platea, considera priorità strategiche: la trasformazione radicale dell' Organizzazione mondiale del commercio, del Fondo monetario internazionale e della Banca mondiale; lo smantellamento della presenza Usa nel mondo, dalle carceri segrete alle basi militari, fino alle occupazioni dell' Iraq e dell'Afghanistan.
Giosuè De Salvo, corrispondente dal Mali